Più cara del caviale del Volga o delle uova di pernice: questo quanto può succedere ai prezzi di vendita della castagna quando essa si tramuta in caldarrosta.
Questa 'metamorfosì, denuncia la Coldiretti, fa moltiplicare per venti i prezzi di vendita. Secondo un'indagine di mercato, rende noto l’organizzazione agricola, a fronte di un prezzo pagato ai produttori agricoli compreso tra i i 2 e i 4 Euro al chilo per le «Rolls Royce» delle castagne nostrane, «nelle piazze e nelle vie delle principali città le caldarroste, spesso di incerta provenienza, vengono vendute a prezzi che variano tra i 30 e i 40 centesimi al pezzo, che sarebbe a dire da circa 20 a 40 Euro al chilo, con un aumento fino a venti volte il prezzo iniziale».
I conti, sottolinea ancora la Coldiretti, sono presto fatti considerando che il numero di castagne in un chilo varia da 70 a 100 unità «e che a Roma i caldarrostai chiedono oltre 30 centesimi l’una a Fontana di Trevi, a Firenze 40 centesimi l’una in via Calzaioli mentre ad oltre 30 centesimi l’una vengono vendute nel centro di Milano».
Per fronteggiare questa situazione la Coldiretti invita i consumatori a prestare attenzione alla qualità e all’origine, oltre che al prezzo delle caldarroste, e suggerisce di ricorrere ad un più genuino fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro ed a costi accessibili. Quindi, suggerisce, «molto meglio frequentare le sagre in programma in questi giorni in tutta Italia dove è possibile fare buoni acquisti di alta qualità ».
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