IRAQ / MISNA Su Ladysilvia; Alcuni colpi di mortaio sono stati lanciati nei pressi della zona di Baghdad dove da stamani è in corso la Conferenza internazionale di pacificazione dell’Iraq a cui partecipano delegazioni dei paesi della regione e dei principali organismi internazionali.
Lo riferiscono fonti giornalistiche arabe e internazionali, precisando che almeno due colpi, ma alcune fonti parlano anche di tre, sono caduti non lontano dall’edificio del ministero degli Esteri di Baghdad che ospita i lavori, al punto che dopo la prima deflagrazione (secondo alcune fonti addirittura l’unica) i giornalisti presenti sono stati portati al sicuro. Dal momento che, come previsto, dopo i discorsi introduttivi i lavori delle delegazioni stanno proseguendo ora a porte chiuse, i cronisti si trovavano all’aperto in attesa delle conferenze stampa.
In mattinata almeno cinque persone sono morte e una decina sono rimaste ferite per l’esplosione di un’autobomba nel popoloso quartiere di Sadr City, nella zona orientale di Baghdad. Intanto in un video diffuso su internet, i rapitori di due tedeschi dai primi di febbraio, hanno minacciato di ucciderli se entro dieci giorni il governo tedesco non ritirerà il proprio contingente in Afghanistan. [MZ]
APRE CONFERENZA INTERNAZIONALE, PRIMO MINISTRO INVITA ALLA “RICONCILIAZIONE”
Si è aperta con un invito del primo ministro iracheno, Nuri al-Maliki, al non intervento dei paesi stranieri nelle questioni dell’Iraq, la Conferenza internazionale per la pacificazione dell’Iraq.
Nel suo intervento - il primo dopo la lettura di alcuni versetti del Corano e l’avvio dei lavori dato formalmente dal ministro degli esteri iracheno, Hoshiar Zebari - il primo ministro ha sottolineato che “la riconciliazione è la nave che ci salverà ”.
Rivolgendosi ai rappresentati dei paesi della Regione, all’incontro sono presenti anche l’Iran, la Siria e gli Stati Uniti, al-Maliki ha anche aggiunto “l’Iraq, con la sua collocazione strategica, deve essere visto come un fattore chiave e un protagonista importante dello scenario regionale e internazionale”.
L’intervento del premier iracheno nell’incontro con cui si spera di mettere a punto soluzioni all’ondata di violenza che investe il paese dall’occupazione americana e dalla caduta del dittatore Saddam Hussein, sarà seguito dai discorsi dei delegati stranieri presenti, i quali parleranno uno per volta dal podio, per poi riunirsi a porte chiuse, fino a questa sera alle 19:00.
Alla conferenza partecipano i Paesi vicini dell’Iraq, i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, la Lega Araba, l’Organizzazione della conferenza islamica e le Nazioni Unite.[MZ]
LA REDAZIONE
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