Roma, Teatro Vascello, 12 maggio 2005, ore 13.00
Lo scorso anno, con la Prima Giornata per la Radio (del 26 aprile 2004 al Teatro Vittoria di Roma) RadiochefaRai aveva lanciato l’allarme, chiedendo l’attenzione dell’Azienda e delle istituzioni per consentire un rilancio del servizio pubblico radiofonico.
Da allora a oggi ci sono stati alcuni risultati concreti:
l’impegno dichiarato di alcuni partiti e rappresentanti della Commissione Parlamentare di Vigilanza per garantire un futuro a Radio Rai e in generale al settore radiofonico;
il varo da parte dell’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni del regolamento per la radio digitale;
l’apertura di un tavolo di trattativa del Comitato di Redazione del Giornale Radio con l’Azienda;
l’avvio di un dibattito serio e serrato nei media e nell’opinione pubblica.
Ma, a fronte di questi importanti passi in avanti, per Radio Rai continua l’emorragia di ascolti, che dimostra l’inadeguatezza dell’attuale dirigenza sia in riferimento ai contenuti proposti, sia riguardo al ridimensionamento del segnale di trasmissione, avviato senza progetto.
Sul servizio pubblico in generale grava la minaccia di una privatizzazione senza criteri precisi, che rischia di pregiudicarne la sopravvivenza.
MALARADIONO!
E’ lo slogan che RadiochefaRai ha scelto per la Seconda Giornata per la Radio, per dire NO alla privatizzazione prevista dalla Legge Gasparri, NO alle logiche di disinvestimento, NO alla storica indifferenza della Rai, delle Istituzioni, della politica nei confronti della Radio del servizio pubblico.
Proprio trent’anni fa, nell’aprile del 1975, fu varata la legge 103 di riforma della Rai, che cercò di togliere il controllo al governo per affermare il pluralismo. I risultati non furono all’altezza delle aspettative, ma il dato importante è che da dentro e da fuori la Rai si manifestarono allora spinte innovatrici e democratiche che non potevano essere ignorate. Quella che è in atto adesso, la Legge Gasparri, è una “controriforma” ampiamente criticata proprio perché rischia di riportare indietro anzichè andare avanti. Oggi più che mai si impone una riflessione su come difendere e rilanciare il servizio pubblico, a cominciare dalla radio, per cambiare in meglio.
La Seconda Giornata per la Radio affronterà questi temi:
La funzione centrale della radio nel servizio pubblico e l’assetto della radio pubblica in Europa;
I pericoli della privatizzazione prevista dalla Legge Gasparri;
Le possibilità di rilancio di Radio Rai a partire da investimenti, qualità e indipendenza;
La necessità che la radio abbia maggiore forza e autonomia di scelte all’interno dell’Azienda;
Il futuro da costruire, in riferimento agli aspetti industriali e tecnologici. (RED)
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