Monza: Chi decide di fare il cantastorie deve, in pratica, distaccarsi dal proprio paese, dalla ritualità che avvolge i canti epici della propria gente; deve abituarsi a cantare lontano dalle piazze domestiche, confrontandosi con gli spazi metropolitani, con i mezzi di comunicazione di massa dove è assente lo sguardo rassicurante di compaesani e familiari. “Uscire dal siciliano” per Trincale non ha significato rinunciare al “fuoco del dialetto” che, al contrario è rimasto vivissimo; il riadattamento linguistico rientrava in un più ampio progetto di trasformazione della ballata che Trincale, armonizzando le esigenze informative e conoscitive del cantastorie, quelle estetiche del canzonettista e quelle del cantautore militante di sinistra, intende diffondere quale potente strumento di denuncia politica e sociale.
Con le sue ballate Trincale ci trasmette tutto l’entusiasmo di essere al centro della nostra storia, di essere noi a costruirla, a disfarla, a ricostruirla, a cantarle con le nostre voci potenti e le chitarre, facendone, come ha detto lo stesso cantastorie, “esplodere le contraddizioni”.
Per informazioni:
Carmen Figueroa Vargas / Maria Chiara Nicolini
e-mail: monza@lafeltrinelli.it
Ultimi Articoli
Vendere o comprare casa in Ticino senza agenzie: la nuova linea di comunicazione immobiliare
Lombardia per le donne — 400 euro al mese per sostenere lavoro e carichi di cura
“Volevo essere io”: Valeria Graci in scena al Teatro Manzoni di Milano
Trasporti — Oltre 25 milioni di passeggeri sui treni TILO nel 2025, 403 milioni per nuovi convogli
“A qualcuno piace caldo” torna a teatro: il mito di Billy Wilder rivive in scena con Euridice Axen
Il Genio Italiano: Aldo Cazzullo racconta la nazione nata dalla bellezza al Teatro Carcano di Milano
Lombardia e Fiandre — intesa per collaborazione su semiconduttori, manifattura e ricerca
Michele Basile dalle star dei social al palcoscenico debutta con “Stai Karma” al Manzoni di Milano
Al Teatro Manzoni di Milano una serata che cambia prospettiva: Luca Mazzucchelli porta in scena “Terapia al contrario”