La Giornata della Memoria è per tutti gli italiani una preziosa opportunità per riflettere su quanto accadde durante l’Olocausto e per ricordare quanti persero la vita e furono duramente colpiti da quel periodo storico fomentato dall’odio più cieco.
Ringrazio allo Stato, e quanti vi hanno concorso, per aver voluto istituire questo giorno.
Per me è occasione, innanzitutto per ribadire la condanna, con convinzione sempre maggiore, alle Leggi Razziali promulgate nel 1938. Furono un atto esecrabile e di indicibile gravità , una vergogna di tutta un’epoca, della quale troppi si resero responsabili. In quanto appartenente ad una Dinastia che favorì fin dall’inizio del Regno d’Italia la fine delle discriminazioni per motivi di razza e di religione ancor più tutto ciò mi reca sconcerto e provoca in me un dolore incolmabile.
Quando tornai in Italia volli subito esprimere questa mia condanna, unita all’umano sentimento di affetto e vicinanza, visitando la Comunità Ebraica; feci quel passo spinto dal sentimento di angoscia che ho sempre provato visitando, nei miei viaggi, i monumenti dedicati alla Shoah: nei musei di Berlino, New York ed in Israele. Soprattutto nelle mie visite in Italia ho potuto constatare gli effetti che ebbero quei provvedimenti anche nel nostro Paese; non potrò mai scordare ciò che provai visitando la Risiera di San Sabba a Trieste.
Questi sentimenti, del resto, furono espressi, una volta di più ed assai più autorevolmente di quanto io possa fare, da mio nonno Re Umberto II allorchè concorse alla istituzione della Scuola Israelitica intitolata a Vittorio Polacco, atto al quale l’allora Rabbino Capo dott. Elio Toaf rispose affettuosamente, riallacciando secolari vincoli di affetto interrotti appunto dalle Leggi razziali.
Questa Giornata della Memoria deve far comprendere che l’antisemitismo non è affatto scomparso, che ancora oggi esistono numerosi attivisti che operano per disseminare odio e fomentano forme di razzismo pericolose.
Mi rivolgo a tutti gli italiani, come semplice concittadino: aprite gli occhi, allertate il vostro udito, non lasciate mai che usino tutti noi per rilanciare qualsivoglia campagna d’odio.
Vorrei concludere questa breve lettera per rinnovare alla Comunità Ebraica il mio rispetto e la mia disponibilità a diffondere la conoscenza per i sacrifici di un Popolo che merita rispetto, non solo per l’Olocausto, ma per la profondità del messaggio che esprime.
Voglia la giustizia e la misericordia di Dio dare pace ai nostri morti e la sua sapienza voglia guidarci nella costruzione di un futuro migliore.
Emanuele Filiberto di Savoia
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