Un gruppo di biologi cellulari dell’Università della Georgia, guidati da Edward Kipreos, ha scoperto un gene che ha un ruolo di assoluto primo piano nel nostro parco genetico. È infatti una specie di controllore, che tutela la stabilità del Dna da mutazioni che potrebbero rivelarsi molto pericolose, controllando il livello delle replicazione del Dna stesso. La scoperta, pubblicata sull’ultimo numero della rivista Nature, è ancora a un livello di ricerca di base ma potrebbe avere implicazioni importanti sulla conoscenza dei processi che portano alla istabilità nelle cellule dei tumori. "Il processo di replicazione del Dna è strettamente regolato in modo da realizzarsi solo una volta per ciclo cellulare - spiega Kipreos. - Noi abbiamo scoperto che la perdita di un gene noto come CUL-4 annulla completamnete la regolazionen di questo processo. Nelle cellule in cui manca il CUL-4, la replicazione del Dna avviene continuamente durante il ciclo cellulare e porta a cellule con un livello di Dna genomico molto elevato".
Un risultato dunque che si profila importantissimo per lo studio dei processi di formazione dei tumori, e che è arrivato dopo lunghi esperiemnti condotti usando il C. elegans, il piccolo verme, che è ormai un prezioso labortorio di ricerca per i genetisti. I riceratori statnitensi lavorando su questo organismo hanno scoperto che il gene CUL-4 controlla che il meccanismo di duplicazione del Dna avvenga in modo appropriato, favorendo la degradazione di una proteina nota come CDT-1, che è richiesta per l’avvio del processo di replicazione della doppia elica.
Nature
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