Paesaggio infinito
in un tenero abbraccio .
La profondità
è tendenzialmente ,
estranea al mondo .
Il cupo
specchio d’acqua
è attraversato
a tratti ,
dai riflessi della luna
e tra riflessi e riflessi
l’attesa della salvezza
diventa visione dell’avvenire .
“Era una scena notturna:il bosco , il monte e la valle si confondevano in una massa indistinta; nuvole nere pendevano dal cielo . Un pellegrino camminava nella notte ,appoggiato al bordone ed era riconoscibile dalle conchiglie che aveva sul cappello;intorno a lui si stendeva la tenebra più fitta, mentre la sua persona era illuminata da furtivi raggi lunari:una strada buia pareva accennata , dall’alto di un colle brillava in lontananza un crocifisso che spartiva le nubi , una pioggia di raggi si riversava dalla luna e ondeggiava intorno al sacro regno...“(Tieck) I contenuti presenti in questa pagina non possono essere replicati senza autorizzazione dell’autore Tratto da Abazia sul Querceto di Alfredo d’Ecclesia
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