Antonio una sera rientra in camerino dopo uno dei suoi spettacoli di cui percepiamo in sottofondo l’eco di scroscianti applausi.
Come sempre ad attenderlo la moglie che da un po’ di tempo non riesce a comprendere "il disagio esistenziale" che affligge il marito nonostante il suo innegabile successo professionale.
Antonio ha un sogno: portare in scena uno spettacolo che ha scritto negli ultimi anni, uno spettacolo dove si ritorna indietro nel tempo ricordando quando eravamo felici di mangiare a merenda pane e zucchero, quando andavamo a scuola da soli e dopo si mangiava con tutta la famiglia, quando non avevamo come amico un telefonino, ma il nostro compagno di banco, quando se parlavamo con un anziano ne avevamo rispetto… Antonio ha voglia di creare uno spettacolo dove i ricordi che lui sente "rotti" dentro perché ormai disintegrati dalla frenetica quotidianità si ricompongano e si contrappongano con ironia e nostalgia a quello che siamo diventati e tutto questo lo vuole fare confrontandosi con il pubblico, interagendo, chiaccherando come se si fosse seduti in un accogliente salotto di casa… per questo vuole rappresentare lo spettacolo nel "salotto" di Milano, quello più prestigioso… il teatro Manzoni.
Cerca allora l’approvazione e il consenso del suo manager Pugliese, del suo fan più accanito, del cuoco orientale che bussa in camerino per portargli la cena, di sua moglie e per ultimo di suo figlio (personaggi, a parte la moglie, rappresentati dall’eclettico giovane attore Maicol Trotta) senza trovare in nessuno di loro né conforto né entusiasmo per il progetto a cui tiene tanto.
Antonio è tenace, cerca di spiegare al suo manager che Milano era colorata, che i Navigli avevano l’acqua dentro, che nei cortili di una volta si poteva lasciare la porta aperta e nessuno rubava nulla, cerca di far conoscere al suo giovane fan artisti come Lucio Battisti, Gaber, Iannacci e lo fa cantando le loro canzoni, spiegando al figlio che la soluzione per questo vuoto comunicativo è un dialogo aperto e sincero, non attraverso una tastiera… cerca di farci capire che ricostruire i ricordi è importante non solo per noi, per quello che siamo stati… ma lo è per il nostro futuro.
Sarà solo il pubblico parlando, interagendo, cantando, a fargli capire che forse i ricordi non sono rotti, sono solo annebbiati dalla nostra effimera quotidianità e dalla nostra attuale incapacità di vivere, a dargli la forza per realizzare il suo sogno.
Un sogno di spettacolo che si realizzerà nel momento in cui il protagonista lo racconta.
16 dicembre 2019 ore 20,45
Antonio Provasio
in
MI SONO ROTTO… I RICORDI
di Antonio Provasio e Mitia Del Brocco
regia Antonio Provasio
con Maicol Trotta e Mitia Del Brocco
con la partecipazione straordinaria del pubblico
BIGLIETTI:
Poltronissima Prestige € 35,00
Poltronissima € 32,00
Poltrona € 23,00
Poltronissima under 26 € 15,50
Teatro Manzoni
Via Manzoni 42
20121 Milano
Tel. 02 7636901
Fax 02 76005471
Ultimi Articoli
Trasporti — Oltre 25 milioni di passeggeri sui treni TILO nel 2025, 403 milioni per nuovi convogli
“A qualcuno piace caldo” torna a teatro: il mito di Billy Wilder rivive in scena con Euridice Axen
Il Genio Italiano: Aldo Cazzullo racconta la nazione nata dalla bellezza al Teatro Carcano di Milano
Lombardia e Fiandre — intesa per collaborazione su semiconduttori, manifattura e ricerca
Michele Basile dalle star dei social al palcoscenico debutta con “Stai Karma” al Manzoni di Milano
Al Teatro Manzoni di Milano una serata che cambia prospettiva: Luca Mazzucchelli porta in scena “Terapia al contrario”
Pinocchio siamo noi: al Teatro Menotti il manifesto teatrale sulla fragilità
UOMINI E TOPI : IL SOGNO FRAGILE DELL’AMICIZIA al Teatro San Babila di Milano
Lombardia: prima legge regionale sull’Intelligenza Artificiale — approvato il progetto per ricerca, imprese e pubblica amministrazione