CITTA' DEL VATICANO (VIS). Ieri mattina il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha pronunciato a Palazzo Valentini a Roma, un breve discorso in occasione della cerimonia di inaugurazione della Mostra "l’Osservatore Romano: da Roma al mondo 145 anni di storia attraverso le pagine del giornale del Papa".
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il Dottpr Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma e i rappresentanti della Giunta e del Consiglio Provinciale e diverse Autorità civili e religiose.
"Creato per difendere la Religione Cattolica e il Pontefice Romano, il quotidiano" - ha ricordato il Cardinale Bertone - "divenne poi l’organo ufficioso della Sede Apostolica, che, compresone il valore, lo rese strumento per la diffusione degli insegnamenti del Successore di Pietro e per l’informazione circa gli avvenimenti della Chiesa".
"Non si può inoltre non sottolineare" - ha proseguito il Cardinale Segretario di Stato - "che si deve ad alcuni fedeli laici, animati da forte motivazione missionaria, se esso potè muovere i primi passi e avviare con coraggio la sua attività presentando il volto genuino della Chiesa e gli ideali di libertà che essa propone ed incarna" In questi 145 anni "il susseguirsi degli eventi storici mostra che la Chiesa, nel passato come al presente, per diffondere il messaggio evangelico (...) ha bisogno dell’operosità , dell’inventiva e del carisma dei laici".
Il Porporato ha poi precisato che la Mostra ci fa "familiarizzare con l’azione pastorale di ben undici Pontefici. Il beato Pio IX, che concesse l’assenso alla nascita del 'l’Osservatore Romano'; il lungo e complesso Pontificato di Leone XIII, con i profondi mutamenti sociali di quegli anni; San Pio X, il parroco del mondo, il Papa delle grandi riforme operate in seno alla Chiesa; Benedetto XV, colui che promulgò la più grande raccolta di leggi ecclesiastiche, e che proprio sul giornale vaticano pubblicò l’accorata 'Nota ai Capi dei popoli belligeranti'; Pio XI che condannò i totalitarismi di ogni colore politico, come fece anche il suo Successore, il Servo di Dio Pio XII. Non dimentichiamo che proprio durante la seconda guerra mondiale 'l’Osservatore Romano' fu una delle poche voci libere (specialmente con i famosi "Acta diurna") (...) l’Osservatore Romano descrisse poi la primavera fiorita nella Chiesa con l’opera Bel beato Giovanni XXIII e il soffio del Concilio Vaticano II". Il quotidiano della Sede Apostolica si fece fedele interprete pure "della saggia e provvidenziale azione del Servo di Dio Paolo VI", del breve Pontificato del "Servo di Dio Giovanni Paolo I e, (...) del rinnovato dialogo della Santa Sede con il mondo, che ha caratterizzato il lungo il pontificato del Servo di Dio Giovanni Paolo II" per giungere infine "alle vicende di questi nostri giorni, nei quali la Chiesa cammina guidata con sapienza da Benedetto XVI".
Il Cardinale ha concluso il suo discorso auspicando che questa iniziativa possa "dalla gloriosa memoria del passato rilanciare e riprogettare con spirito profetico uno strumento di comunicazione della Chiesa universale efficace e convincente, affinchè cresca il popolo degli uomini e delle donne di buona volontà , decisi a lavorare insieme per costruire un futuro di speranza per tutti, per la nostra città e il mondo intero".
SS/OSSERVATORE ROMANO/BERTONE VIS 061024 (530)
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