Vorrei serbare energie vitali per vivere una vita che fosse anche un’atto creativo... frutto di indomabili passioni... avventura nell’immaginazione... ricerca del piacere e della felicità,
ma ci sono le incombenze quotidiane, un lavoro per sostentamento che prosciuga forze e consuma... e mangia tante, troppe ore della mia giornata, la famiglia... paradiso e inferno dell’individualità... e, soprattutto, il più insormontabile degli ostacoli:il morso paralizzante della dotazione personale di nevrosi.
E’ un continuo stiracchiare la coperta del tempo e scoprire alternativamente la fucina dei pensieri e il dominio delle azioni.
Forse sarebbe meglio tirare i remi in barca e lasciarsi trasportare dalla corrente, allinearsi ai più, amare la mediocrità del vivere biologico senza sognare le emozioni che danno intensità... senza indagare, chiedere, guardare, imparare.
Si ottiene maggior vantaggio, in termini di salute fisica e mentale, dal disimpegno.
Si prospera come gregge nelle mani di un pastore all’ombra di un ovile.
Oggi la cosa peggiore sembrerebbe il fare resistenza al degrado umano e morale che allegramente ci spegne, intriso di scempiaggini propinateci dai “media“, quali la necessità dell’essere vincenti, ambiziosi, belli, dinamici.
Così da un lato troneggia la soffocante retorica del fare le cose tradizionalmente ritenute buone e giuste, dall’altro ci assedia il demenziale imperativo della produttività intesa come unico riflesso dell’essenza.
In mezzo l’uomo,
più depresso e deluso che mai...
vissuto dagli altri, dalle mode, dalla cultura, dall’educazione...
incapace di proferire parole “sue“.
L’individuo stenta a lasciare le proprie orme sulla battigia dell’esistenza!
Fagocitato dal sistema non pensa, non legge, non scrive, non immagina, non ozia.
Disoccupa le strade dai sogni... come suggeritogli da un malinteso pragmatismo.
Il rischio di fare la fine della preda avvinto dalle sirene dell’omologazione è altissimo.
Ho già confinato la mia anima in un angolo.
La prossima mossa sarà renderla straniera in casa sua.
ROSARIO TISO
*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore
Ultimi Articoli
Domenico Formichetti porta CASA BLASTER alla Milano Design Week 2026
Benji & Fede tornano il 24 aprile con Oh, Maria! — a ottobre il debutto nei teatri italiani
Polignano a Mare — Si chiude la tre giorni dedicata a Domenico Modugno, tra bande, cinema e memoria condivisa
Triennale Milano apre mostre e incontri per la Milano Design Week 2026
Milano — “Gente di facili costumi” al Manzoni, ritmo vivo e dialoghi che tengono la scena
Triennale Milano apre la Design Week con mostre, incontri e laboratori
GENTE DI FACILI COSTUMI al Teatro Manzoni di Milano
Milano: George Foreman, la sua storia arriva in libreria con DIO AL MIO ANGOLO
Arisa torna con Foto Mosse — il nuovo album esce il 17 aprile