È Stato presentato lo scorso 8 Giugno presso il Circolo della Stampa di Milano il nuovo libro di Franca Feslikenian “La roccia e il melograno”
La Premessa dell’Autrice
Franca Feslikenian - Ci ho pensato trent’anni, per scrivere questo libro che avevo di dentro. L’ho pubblicato nel 2000, senza rileggerlo e senza neppure correggere le bozze: quando si apre la botola dei ricordi, essi piovono in testa e sono di solito -in maggioranza- dolorosi.
Ho letto per la prima volta il libro stampato dopo due anni: era stato uniformato ai voleri della casa editrice di allora, diviso come un libro di Storia. Prima i bisnonni paterni, poi i materni. Poi i nonni, materni e paterni, poi i genitori... e poi la mia vita. Non mi ci riconoscevo.
A unidici anni di distanza rileggo il manoscritto originale: lo legge anche Tina del Ninno, preziosa impagabile collaboratrice della mia Casa Editrice, fondata nel 2004.
Tina è anche validissima Autrice, e sa valutare senza inutili complimenti. Prendiamo in mano il vecchio testo: ci sono cose da sfrondare, ma “si legge come una sceneggiatura di un film“. E’ ricco di flash-back, fa stare col fiato sospeso, fa ridere e commuovere. “Va messo a posto e lo devi ripubblicare“ - mi dice Tina. Riprendo i diritti dalla prima Casa Editrice, era stato rimaneggiato così, il romanzo, perché primo di una Collana alla quale venne poi dato scarso seguito. E’ merito di Tina il lavoro di cesello eseguito, il controllo delle date. Nell’edizione del 2000 vi erano errori, colpa mia, non avevo voluto leggere le bozze.
Eccolo, l’originale, “l’edizione integrale“. La dedico ai miei morti e ai miei vivi, e a quelli che verranno dopo e vorranno conoscere le loro radici. E a Tina, Mentore che mi ha dimostrato la sua amicizia con semplicità e grande affetto. Perchè, si chiederà qualcuno, raccontare storie anche del Tempo passato? Perchè - rispondo io - bisogna seguire l’alto consiglio di Confucio: “Ai figli occorre lasciare le radici e le ali“. Le radici, per non essere come le piante del deserto, che corrono seguendo il vento senza radici con le quali bere e nutrirsi. Le ali, perché è con queste che ci si libra nel futuro, forti di un passato che è dentro di noi, solido come la Roccia sulla quale sono saldamente piantati gli alberi di Melograno.
Franca Feslikenian, giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica e televisiva, è nata e vive a Milano, ma è di origine armena. Un’origine profondamente incisiva, tanto che anche i suoi tre figli maschi hanno chiesto di aggiungere, al cognome paterno, il cognome Feslikenian. “Finchè ci saranno due armeni nel mondo non svanirà il ricordo dell’antica Patria e del massacro“ dice Franca Feslikenian. “E se non ci fosse stato il nostro genocidio, forse non sarebbe accaduta l’immane tragedia della Shoah. Nonostante il tentativo di insabbiare il ricordo da parte di Hitler“.
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