A un anno dalla scomparsa di Giorgio Spini, storico protestante, esce il volume postumo “Italia di Mussolini e protestanti” con una prefazione di Carlo Azeglio Ciampi. Il libro chiude la fortunata trilogia che Spini ha dedicato al rapporto tra protestanti e storia italiana, iniziata nel 1956 con “Risorgimento e protestanti” e proseguita nel 2002 con “Italia liberale e protestanti”. “Italia di Mussolini e protestanti” racconta il periodo successivo alla prima guerra mondiale, quando si è ormai arrestato il cammino trionfante della civiltà liberale nata dalla Riforma. Mussolini marcia su Roma, si insedia al governo e prepara l’alleanza con la chiesa cattolica, segnando il declino delle teorie di separazione fra Stato e chiesa. Poco dopo la firma dei Patti Lateranensi nel 1929, viene varata la legge sui culti ammessi, che però " invece di garantire la libertà religiosa " si rivela un efficace strumento di controllo e repressione nelle mani della polizia segreta, fino al drammatico sviluppo che porta alle leggi razziali nel 1938.
“Sento di dovere a Giorgio Spini una testimonianza " ha scritto Ciampi in conclusione della sua prefazione al libro ": egli ha operato fino all’ultimo dei suoi giorni nel solco di quegli ideali di 'Giustizia e libertà ' che hanno entusiasmato la nostra gioventù e orientato la nostra vita”.
Il volume è stato presentato l’11 e 12 maggio a Firenze in occasione di un convegno dedicato a “Giorgio Spini, storico dell’età moderna e del protestantesimo italiano”, organizzato dall’Associazione “Piero Guicciardini”.
Giorgio Spini, “Italia di Mussolini e protestanti”, a cura di Stefano Gagliano e Debora Spini, con prefazione di Carlo Azeglio Ciampi e introduzione di Guido Verucci, Claudiana, Torino 2007, pagg. 326, euro 25.
Giorgio Spini (1916-2006) ha insegnato nelle Università di Messina e Firenze e, negli Stati Uniti, ad Harvard, alla University of Wisconsin e alla University of California " Berkeley.
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