Nella più grande delle isole “diomedee“, la verdissima e selvaggia SAN DOMINO, nella centralissima piazza Belvedere, da alcuni giorni campeggia un misterioso allestimento artistico, una “stele“di quasi tre metri che guarda il mare in una luce abbacinante... sullo sfondo di un cielo di perduta azzurrità:è l’ultima opera del celebre artista pugliese Michele Circiello, originario di Rocchetta S. Antonio(Fg), indiscusso cantore del Gargano e della mediterraneità, realizzata e donata ai tremitesi.
L’opera guarda Cala Matana, scrigno naturale di incommensurabile splendore che racchiude in un tripudio di colori e di profumi la casa del committente e donatore dell’opera: Lucio DALLA.
Il noto artista bolognese, da tempo immemorabile innamorato delle isole “diomedee“, ha trovato nelle realizzazioni di Circiello un utile controcanto, un viatico espressivo per integrare la propria ispirazione artistica.
La musica sposa l’arte figurativa e Michele Circiello sa raccontarlo nell’intarsio scultoreo che riveste l’intera superficie della “stele“ dove si leggono, nello stile degli obelischi di ogni tempo e di ogni civiltà, le vicende prima mitiche e poi storiche delle isole Tremiti e l’epopea artistica del cantautore bolognese.
Novello Diomede... l’eroe omerico leggendario fondatore della civiltà isolana... Dalla è raffigurato come una divinità officiante il sacro rito dell’arte ed in una sorta di libro iniziatico spiccano vergati i versi di alcune sue celebri canzoni.
L’energia ancestrale di scene di caccia e di guerra, figure di arcani e misteriosi navigatori, il simbolo onnipresente del sole ed il volo delle “fantasie“ e delle “arti“ su di una volteggiante e ardita spirale di uccelli, fanno da cornice
alla stilizzata traccia geografica delle isole, su di un mare rappresentato come eterna sorgente di vita.
La materia, forgiata e plasmata da Circiello... foggiano di ormai “garganica“ adozione... sembra parlare agli occhi più segreti dell’anima e sprigiona l’ “aura“ stessa dell’artista... infondendola a quanti l’accostano con vibratile sensibilità.
ROSARIO TISO
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