Lo sciopero fiscale esiste già in Italia: è l’evasione fiscale!
Il CMI rifiuta lo sciopero fiscale che, oltre ad essere illegale, avrebbe per consequenze la delegittimazione dello Stato.
La legge e la morale condannano questo progetto che dovrebbe essere valutato più che altro, come una provocazione mediatica.
Inoltre lo sciopero fiscale esiste già in Italia: è l’evasione fiscale.
Si dice che l’attuale livello di tassazione sarebbe superiore al 50%, anzi vicino al 51%.
È un livello inaccettabile, che però non si può collegare a questo governo o ai precedenti immediati.
Un debito pubblico di 1.500 miliardi di euro è un drago che farebbe orrore a qualsiasi San Giorgio. Il fatto è che se non si turano le falle del sistema, nessuna “tassa sul macinato” potrà pareggiare il bilancio dello Stato e ogni rimedio non farà che incarognire il dissidio esistente fra fisco e contribuenti.
Il vero problema è più anziano.
Ci sono troppe tasse per diversi motivi, il principale è l’esborso di circa 70 miliardi di euro annui, solo di interessi, è un onere pesantissimo per il bilancio dello Stato gravato da una spesa pubblica elefantiaca ed emorragica.
Il rimborso del mostruoso debito creato ed alimentato nei quattro decenni dopo la fine della guerra... e della Monarchia!
Sono debiti voluti ed incoraggiati dalla cosiddetta "prima Repubblica" e di cui non sono responsabili quelli che non avevano il potere (destra e sinistra) ma solo il pentapartismo con una responsabilità infinita per la DC e per il PSI, i cui eredi continuano a voler dare lezioni ed a cercare di fare l’ago della bilancia per poter ottenere sempre maggiori vantaggi, con un rapporto inversamente proporzionale a quello che rappresentano.
Ma per ragionare evitiamo di legare la fiscalità alla vita di questo governo o di questa maggioranza.
Inoltre non si devono strumentalizzare le parole del Cardinale Bertone che ha condannato con ragione l’evasione. Il CMI è solidale con il Porporato e invita a condannare lo sciopero fiscale, a delegittimare l’evasione e a proporre un vero patto sociale, nella linea della dottrina sociale della Chiesa, che impegna i sottoscrittori ad abbassare le tasse in modo drastico subito, poi regolarmente, e a promuovere uno Stato rispettatbile, al servizio dei cittadini e degno della storia dell’Italia.
Eugenio Armando Dondero
Portavoce
Coordinamento Monarchico Italiano
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