VERONA -- Le parole di Stefani? "La responsabilità è soltanto sua". Così Silvio Berlusconi chiude l’incidente diplomatico che aveva portato in luglio alla cancellazione delle ferie marchigiane del cancelliere tedesco Gerhard Schroeder.
Il sottosegretario Stefano Stefani aveva pronunciato parole poco gentili sul comportamento dei turisti tedeschi in Italia. l’esponente leghista era poi stato indotto a dimettersi, come spiega lo stesso Berlusconi al termine del suo incontro con Schroeder a Verona.
"Stefani - ha affermato Berlusconi - ha dato le dimissioni e ci sono voluti sei giorni perché potesse farlo. Questo perché in Italia il presidente del Consiglio non ha la facoltà di dimettere ministri e sottosegretari. Il presidente del Consiglio ha solo un potere di 'moral suasion'".
La calorosa stretta di mano ribadisce ancora, insieme alle parole dei due leader politici, che l’infortunio e superato e che, anzi, "tra governo tedesco e italiano non c’è mai stata guerra" ha detto Berlusconi.
E Schroeder sposa il concetto. "Non ci sono miglioramenti " ha detto - perché non ci sono stati peggioramenti. Semmai c’è stata in passato qualche irritazione, che non ha però influito sui rapporti personali tra me e Berlusconi e su quelli politici tra Italia e Germania".
Berlusconi ha anche rievocato l’incidente che lo aveva visto contestato a Strasburgo dal parlamentare europeo socialista Schulz. In quella occasione "noi, il mio governo e il mio Paese fummo offesi. Io feci una battuta che fece ridere tutto il Parlamento e la dissi con l’intenzione di stemperare il clima. Non mi ero reso conto che soltanto l’accenno ad un certo passato provoca dei sentimenti in quel popolo".
Per la mancata presenza alla rappresentazione della "Carmen" di venerdì sera, il presidente del Consiglio si dice dispiaciuto, ma afferma che "se ci fossi stato io probabilmente non ci sarebbe stata la 'Carmen'". Alludendo alle paventate contestazioni nei suoi confronti con cui ha motivato la rinuncia dell’ultimo minuto.
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