Non c’è più da aspettare, da rinviare. La situazione in Iraq - dal punto di vista umanitario- è drammatica e l’Italia non può far finta di niente, non può attendere i tempi lunghi delle decisioni internazionali. Deve dare il suo contributo subito. Non usa mezzi termini il ministro degli Esteri Frattini al Senato e poi alla Camera.
Chiede che il Parlamento autorizzi oggi stesso con un voto l’invio di una missione con scopo umanitario, emergenziale. E indica quali saranno i primi interventi: una unità ospedaliera da campo che giungerà in Iraq a bordo di mezzi della marina militare. Un laboratorio di salute pubblica che si occupi di disinquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo e avvii interventi di vaccinazione per combattere il rischio di epidemie. Ma per realizzare questi interventi -nel caos iracheno- sarà assolutamente indispensabile una componente militare. Frattini: “senza i militari il nostro contributo potrebbe rivelarsi velleitario. Invieremo tra i 2500 e le 3000 unità ”.
Dunque i nostri soldati dovranno garantire la realizzazione dello sforzo umanitario, il ripristino di tratte di viabilità e provvederanno alla rilevazione di agenti biologici e chimici. Ma avranno anche un compito di polizia militare per garantire l’ordine pubblico. Chi partirà ? Sicuramente una unità della marina militare come la San Giorgio che dovrà occuparsi del trasporto dell’ospedale da campo. Per quanto riguarda l’esercito ci saranno elementi del genio, unità per la lotta contro la guerra batteriologica, nuclei di bonifica delle mine. Probabile l’impiego del primo reggimento parà Tuscania. Farà la sua parte anche l’aeronautica con i C-130 e i G- 222 per trasporto uomini, mezzi e militari.
Frattini -al termine del suo intervento- si è rivolto all’opposizione perché dia un consenso ampio alla missione italiana. Ma il centrosinistra rischia di spaccarsi ancora, quando oggi pomeriggio si voteranno le mozioni. Ds e Margherita hanno aperto uno spiraglio anche se preferirebbero una copertura dell’Unione Europea. Rifondazione, Verdi e Comunisti di Cossutta sono nettamente contrari all’invio di un nostro contingente.
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