I nomi sono noti: Rrita Levi Montalcini, Tullio Regge, Carlo Bernardini, Giorgio Salvini, Margherita Hack, Giorgio Parisi e altri ancora. Nomi prestigiosi di ricercatori, fisici, scienziati uniti oggi da un'insolita causa comune: la rivolta contro la riforma del consiglio nazionale delle ricerche promossa dal ministro Moratti. Nonostante le proteste e le richieste dei giorni scorsi di migliaia di ricercatori italiani, la Moratti è andata avanti con la sua riforma e ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato l’avvio parlamentare dei decreti di riforma ed inoltre ha nominato commissario del Cnr Adriano De Maio, attuale rettore della università privata di Roma “Luiss”.
Un colpo di mano accusano gli scienziati in rivolta e nei prossimi giorni porteranno avanti la protesta con assemblee e manifestazioni fino a quella nazionale davanti a Montecitorio, quando riconsegneranno simbolicamente gli strumenti del mestiere: microscopi, provette carta e penna.
"La riforma del governo stravolge i principi base della ricerca scientifica" accusa Rino Falcone dell’Osservatorio della ricerca. "Una scelta deplorevole - dice Montalcini -che contribuirà a far fuggire i giovani ricercatori all’estero". E annuncia battaglia anche Lucio Bianco, fino a ieri presidente del Cnr: "Il consiglio direttivo non è prossimo alla scadenza”, denuncia prima di annunciare: “Verificati gli estremi giuridici presenterò ricorso al Tar".
l’obiettivo della Moratti sarebbe quello di lanciare gli enti di ricerca verso i cosiddetti obiettivi strategici per lo sviluppo, gli enti dovranno essere gestiti in maniera manageriale, le reti di ricerca dovranno essere integrate tra loro e con il sistema produttivo. Al Cnr e all’Inaf, l’ente di ricerca di astrofisica, verranno introdotti i dipartimenti con responsabili di nomina governativa. l’Agenzia Spaziale Italiana sarà ristrutturata in settori tecnici.
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