WASHINGTON - Non ci sono ragioni " ha affermato in occasione di una conferenza stampa " per ritenere che Pyongyang si senta autorizzata ad andare avanti col proprio programma nucleare perché l’interesse del mondo è focalizzato sull’Iraq". Se lo facessero, ha proseguito, "commetterebbero un errore".
Rumsfeld ha ribadito, in occasione di un incontro al Pentagono con la stampa, che la macchina bellica statunitense è perfettamente in grado di affrontare due impegnativi conflitti regionali allo stesso tempo, senza che ciò indebolisca in alcun modo la crociata globale contro il terrorismo. "Non ci sono dubbi di sorta a tale riguardo", ha detto.
l’origine dell’attuale tensione deriva dalla recente decisione di togliere i sigilli che erano stati posti in una centrale nucleare nordcoreana dopo la firma con gli Usa, nel 1994, di un protocollo bilaterale di non proliferazione nucleare.
Le autorità nordcoreane hanno affermato di aver rimesso in funzione il reattore di Yongbyon per scopi civili (produzione di elettricità ), ma l’Aiea, agenzia internazionale per l’energia atomica, intende questa e altre azioni nel complesso industriale dell’area di Yongbyon come il preludio dell’avvio della produzione di armi al plutonio.
l’amministrazione Clinton, d'altronde, aveva in programma una guerra contro la Corea del Nord sin dal 1994 per disarmare un regime accusato di star estraendo plutonio destinato alla fabbricazione di cinque o sei bombe atomiche nel giro di quattro, massimo cinque mesi.
Ma, ha replicato Rumsfeld ai cronisti che hanno domandato se il momento attuale possa essere paragonato a quella del '94, "oggi la situazione è in un certo modo differente".
Il segretario di Stato, Colin Powell, ha consultato sempre ieri, lunedì, Francia, Russia e Regno Unito sulla situazione. Il portavoce del dipartimento di Stato ha affermato, al termine del round dei colloqui, che gli Stati Uniti vogliono "una risoluzione pacifica".
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