Bari: Girava armato con una pistola infilata nella cintola dei pantaloni, pronta a far fuoco. Così lo hanno fermato nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Compagnia di Bari Centro; un 26enne noto alle forze dell’ordine, trovato in possesso di una pistola semi-automatica calibro 9x21, con matricola abrasa, completa di caricatore con dodici cartucce.
Il giovane è stato sorpreso mentre usciva da un piccolo appartamento del quartiere Japigia, storica roccaforte del clan Parisi e il suo atteggiamento, alla vista della pattuglia, ha fin da subito insospettito i miliari. Fermato e perquisito, i Carabinieri lo hanno disarmato, prelevando la pistola dalla cintola dei pantaloni.
A casa, invece, la perquisizione ha permesso di rinvenire anche 5 grammi, tra hashish e marijuana e un bilancino di precisione.
Il giovane, con precedenti penali per spaccio di sostanze stupefacenti, è figlio di Battista Lovreglio, elemento di spicco del clan Parisi. L’arresto dei Carabinieri arriva peraltro a poca distanza di tempo dalla scarcerazione del mammasantissima del quartiere Japigia ed è frutto della costante pressione investigativa esercitata sui clan malavitosi cittadini, anche a seguito delle recenti sparatorie, di cui una sfociata, domenica sera, nell’uccisione di Gianluca Corallo nel quartiere San Pio di Bari.
Gli investigatori si concentrano ora sul perché il giovane portasse con sé la pistola, che, con tutta probabilità, era pronta a far fuoco.
L’arma, sequestrata, verrà sottoposta ad accertamenti tecnico-balistici da parte della Sezione Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri, al fine di verificarne l’eventuale utilizzo nei più gravi fatti di sangue verificatisi nel capoluogo barese.
Il 26enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato condotto presso il carcere di Bari, in attesa dell’udienza direttissima.
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