Le indagini avviate nel 2001 hanno permesso di documentare un collaudato sistema di frode all’Imposta sul Valore Aggiunto ed alle Imposte Dirette attuata da soggetti operanti in diverse aree geografiche della Sicilia, Italia centro-meridionale ed in diversi paesi comunitari.
Le responsabilità ipotizzate a carico degli imprenditori sono di carattere penale tributario e riguardano l’emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti al fine di evadere l’IVA.
l’azione ispettiva ha permesso di acquisire probanti elementi di prova in ordine all’emissione ed annotazione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 33 milioni di Euro, omesso versamento dell’imposta sul Valore Aggiunto per 4 milioni di Euro ed omessa dichiarazione di elementi di reddito per 16,4 milioni di Euro.
Il sistema di frode è stato attuato anche attraverso l’interposizione fittizia dell’imprenditore economico agrigentino nel passaggio tra fornitori comunitari di animali vivi e clienti nazionali degli stessi.
Attraverso tale interposizione tutto il debito IVA derivante dalle operazioni è stato accollato alla verifica che mai ha versato l’Imposta sul Valore Aggiunto allo Stato; l’articolato meccanismo evasivo attuato dalle persone coinvolte ha permesso anche di consentire alle imprese di documentare indebite detrazioni all’IVA ovvero un credito indebito di cui hanno ottenuto il rimborso.-
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