Due marines sono rimasti miracolosamente illesi in un nuovo attentato a Bagdad.
Erano lì in seguito a una segnalazione di materiale sospetto e in effetti quella che è esplosa era una bomba comandata a distanza, che purtroppo ha fatto una vittima, un ragazzo di 15 anni che curiosava nelle vicinanze.
Altri tre giovani sono rimasti feriti. Ma è stata una giornata particolare anche per un'altra ragione: l’imminente sbarco di 30 soldati giapponesi, prima avanguardia di un corpo di spedizione che, a pieno regime, conterà circa seicento uomini.
È la prima volta, dalla fine della seconda guerra mondiale, che truppe del sol levante vanno in missione in zona di combattimento. Una decisione sofferta, quella del governo del premier Koizumi, perché la costituzione del paese vieta espressamente la partecipazione ad avventure belliche. Sono state numerose le contestazioni e le manifestazioni di protesta nei confronti di questa vera e propria svolta storica voluta dal governo di Tokyo.
I militari giapponesi, che hanno lasciato il paese alla volta del medio oriente, insedieranno il loro quartier generale nel sud dell’Iraq, nella città di Samawa.
Grandi manovre anche per gli americani, coinvolti da un processo di avvicendamento che riguarderà tutti i 125 mila uomini presenti in Iraq: la sostituzione dovrebbe essere completata in due o tre mesi.
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