Roma: Ricordiamo tutti Mario Monicelli con affetto, commozione e gratitudine per le opere che ci ha lasciato, ma nessuno può conoscere fino in fondo le motivazioni intime del suo gesto. Nessuno può affermare che si tratti di una scelta libera e consapevole piuttosto che di un momento di disperazione; penso che il rispetto nei suoi confronti lo si manifesti solo evitando di interpretare e utilizzare nella polemica pubblica la sua tragica uscita di scena.
Chi rinuncia alla vita non appartiene a categorie definite: si suicidano giovanissimi e anziani, malati e sani, poveri e ricchi; il loro atto lascia sempre, in chi resta, vuoti dolorosi e domande inevase.
L’unica risposta che una società civile può dare è nel rifiuto della rassegnazione e della morte come soluzione, cercando di costruire una cultura comune della solidarietà e della vita.
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