La scoperta, fatta dai ricercatori del Reparto Genoma Umano dell’Istituto di tecnologie biomediche del Cnr, riguarda soprattutto i tumori della mammella e del polmone.
“In due studi appena pubblicati, i ricercatori del Reparto Genoma Umano dell’Istituto di tecnologie biomediche (Itbc) del Cnr di Segrate, hanno isolato geni coinvolti nella genesi del cancro ed in particolare in quello della mammella e del polmone, che promettono di essere di grande interesse clinico”. Così ha dichiarato il Premio Nobel Renato Dulbecco, già coordinatore del Progetto Genoma Umano del Cnr.
Si è aperta quindi una nuova frontiera nella cura del cancro. Gli studi, coordinati da Paolo Vezzoni, direttore del Reparto, e finanziati anche dalla Fondazione Cariplo, sono stati recentemente pubblicati rispettivamente sulle riviste americane Proceedings of the National Academy of Sciences e Human Molecular Genetics.
Un risultato straordinario, se si considera che la scoperta è stata fatta tra i 30 mila geni che compongono il Genoma Umano.
“In un primo lavoro” spiega Dulbecco, “i ricercatori, analizzando l’espressione genica nel cancro del seno con una metodica innovativa, hanno individuato numerosi geni che sono specificatamente attivati o spenti nelle cellule tumorali. La metodica, basata su una procedura di microdissezione del campione di tumore umano che consente di analizzare un piccolo numero di cellule sicuramente neoplastiche, ha consentito per la prima volta di ottenere dati che definiscono realmente l’espressione di geni nelle cellule tumorali umane derivate da cancro della mammella. I geni identificati contribuiranno a definire un insieme di marker che potrebbe essere utile per la diagnosi e la prognosi e consentiranno di identificare nuovi bersagli verso cui indirizzare la terapia antitumorale”.
Numerosi possono essere gli agenti che provocano tumori, tra questi giocano un ruolo importante tutti quei composti che danneggiano il genoma, cioè il DNA, il quale contiene le istruzioni per il buon funzionamento delle nostre cellule. “I composti tossici provocati dalla combustione, anche quelli del fumo di sigarette” aggiunge Paolo Vezzoni direttore del Reparto “possono provocare mutazioni nel DNA tali da causare il cancro. Tra gli organi più esposti a tali sostanze, ovviamente vi è il polmone. Uno dei possibili meccanismi di formazione del tumore coinvolge un “sito fragile” sul cromosoma 3, che è stato oggetto dell’altro studio Cnr. Ma qui interviene la seconda scoperta.
“I ricercatori” prosegue Dulbecco “hanno analizzato un fenomeno, noto come ’sito fragile’, che si ritiene alla base di varie forme di cancro, tra cui quello al polmone. Questi siti fragili sono particolari punti all’interno dei cromosomi che mostrano una certa propensione alla rottura e si è pertanto supposto che possano provocare riarrangiamenti cromosomici che facilitano il cancro. I ricercatori dell’Itb, sviluppando ricerche pubblicate l’anno precedente, hanno potuto dimostrare che un particolare complesso proteico, noto come coesina, gioca un ruolo fondamentale nel proteggere i cromosomi umani da queste rotture, identificando quindi un nuovo possibile meccanismo di difesa contro il cancro”
“Tali risultati” conclude Vezzoni “testimoniano le capacità innovative e la vitalità del Cnr in settori di ricerca molto importanti. Mi auguro che il rinnovamento in corso dell’Ente possa aiutarci a continuare queste ricerche”.
Per saperne di più: Paolo Vezzoni, direttore del Reparto Genoma Umano dell’Istituto di tecnologie biomediche (Itb) del Cnr di Segrate, tel. 02/26422660-636, cell. 335/1050029, paolo.vezzoni@itb.cnr.it
Ufficio Stampa: Sandra Fiore, 06/49933789-3383, sandra.fiore@ufficiostampa.cnr.it
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