Non sappiamo dove viva il giornalista Gaspare Barbiellini Amidei che il 27 maggio ha scritto l’articolo sul Corriere della Sera, "Fecondazione il prezzo di un errore", a proposito della legge 40/2004.
Amidei dichiara "Questa non è la legge voluta dalla Chiesa." Probabilmente Amidei non sa che proprio il 26 maggio il ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, ha firmato con il presidente della Conferenza Episcopale, cardinale Ruini, un documento su "Obiettivi specifici di apprendimento per l’insegnamento della religione cattolica per la scuola secondaria di primo grado" (in pratica per le medie), che riprende un testo, elaborato dalla Chiesa cattolica, dove si discetta di antropologia cristiana come elemento informatore dell’insegnamento nelle scuole pubbliche. Tradotto significa che le materie scolastiche dovranno essere insegnate avendo come punto di riferimento il pensiero religioso, quello cattolico ovviamente.
È quello che è stato fatto con la legge 40/2004, che ha proprio come punto di riferimento il pensiero cattolico. Che la legge sia stata approvata per evitare "la tentazione di ascendenza nazista della selezione genetica" attiene agli incubi notturni di qualcuno. Nella cattolicissima Spagna il governo Aznar, di centro-destra, ha varato una legge di regolamentazione del settore senza cadere nella fossa dell’oscurantismo clericale nel quale è precipitato buona parte del Parlamento italiano (FI, AN, Lega, UdC e parte della Margherita). Cosi' come un tempo, le decisioni dei tribunali ecclesiastici erano demandate al braccio secolare per la loro esecuzione, le deliberazioni vaticane sono state consegnate alle assemblee legislative italiane per la loro attuazione.
La legge 40/004 è pessima, chè oltretutto blocca la ricerca sulle cellule staminali embrionali, futuro per le cure di alcune gravi malattie. Non rimane che abolirla. Visto che con l’attuale, o con la futura e diversa, maggioranza parlamentare non si potra' fare, che rimangono impervie, se non del tutto impedite, le vie dei ricorsi giudiziari l’unica soluzione perseguibile è quella referendaria. Da subito, senza se e senza ma. Aspettare il dopo elezioni europee per costituire un "ampio fronte", cosi' come da alcuni prospettato, appare la solita furberia. È proprio in vista di elezioni che il cittadino deve sapere chi deve eleggere per fare che cosa. Il referendum sul divorzio ha insegnato che dallo scontro fra integralisti e relativisti (alias cattolici e laici) il Paese non puo' che beneficiarne. Con la legge 40/2004 si è fatto un passo indietro. Non vogliamo un Medioevo prossimo futuro.
Primo Mastrantoni
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