ROMA - La legge sulla procreazione assistita, la prima che regola la materia in Italia, è stata approvata definitivamente stasera con voto a scrutinio segreto della Camera, dove era tornata dopo l’approvazione al Senato solo per un passaggio tecnico, necessario per la copertura finanziaria.
La discussione in aula era ripresa nel primo pomeriggio.
"Esprimo la mia soddisfazione per l’approvazione definitiva della legge sulla procreazione medicalmente assistita", ha detto il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini dopo il voto, che ha visto anche dure proteste in aula anche da parte di alcune deputate della sinistra.
"Il Parlamento, con una decisione che va rispettata perché ha investito le coscienze dei singoli parlamentari, si è assunto coraggiosamente la responsabilità di legiferare su un tema così delicato, sul quale il paese da tempo attendeva una risposta da parte del legislatore".
La legge era stata approvata dal Senato lo scorso dicembre a larga maggioranza in uno scrutinio che ha diviso il centrosinistra, con la Margherita in buona parte schierata a favore.
Essa limita il ricorso alla procreazione assistita ai casi di infertilità e vieta il ricorso a donatori esterni alla coppia, come poteva avvenire finora in assenza di normativa e come viene permesso nella maggior parte dei paesi europei.
Solo le coppie, eterosessuali, e non più i single, avranno il diritto di ricorrere a cliniche specializzate italiane per l’aiuto all’inseminazione. I genitori potranno non essere sposati, ma si dovrà accertare che la loro relazione sia "stabile".
FONTE: Reuters
Procreazione assistita. Sì definitivo dell’aula della Camera
I sì sono stati 277, i no 222
Roma, 10 febbraio 2004
l’Aula di Montecitorio ha definitivamente approvato la legge sulla procreazione assistita. Il voto- è stato a scrutinio segreto.
I sì sono stati 277, i no 222. Tre deputati si sono astenuti. Hanno votato a favore del provvedimento Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc, Udeur e Lega.
Si sono opposti i Ds, il Prc, i Verdi, il Pdci, lo Sdi, il Nuovo Psi ed il Pri.
La Margherita, che aveva lasciato libertà di coscienza ai suoi deputati, ha votato in modo non uniforme. La votazione finale- è stata segreta su richiesta del gruppo Ds.
FONTE: RAINEWS24
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