Imporre per legge l’uso dei dispositivi viva-voce a chi vuole telefonare alla guida di un automezzo non riduce i rischi, al contrario rischia di fornire un falso senso di sicurezza: secondo uno studio reso noto negli Stati Uniti, infatti, il guidatore impegnato in una conversazione telefonica, sia pure "a mani libere", è decisamente meno pronto a reagire agli imprevisti.
La ricerca, pubblicata sull’ultimo numero di una nota rivista americana di psicologia sperimentale applicata, è stata condotta dallo psicologo David Strayer dell’Università dello Utah per fare un po’ di chiarezza su questo argomento, attualmente molto dibattuto negli Stati Uniti tra gli esperti del settore. Solo lo Stato di New York, infatti, consente come l’attuale codice della strada italiano di telefonare a condizione che si usi un dispositivo "a mani libere", ma altri 30 Stati americani stanno discutendo legislazioni analoghe.
Strayer e colleghi hanno osservato a lungo il comportamento di 20 volontari al volante di un simulatore nelle condizioni più disparate, mettendo a confronto il loro stile di guida e i loro tempi di reazione con e senza una conversazione telefonica in corso.
Il verdetto è stato chiaro: tenuto all’orecchio o nel viva-voce il cellulare distrae inevitabilmente il guidatore, riducendo le sue possibilità di reagire tempestivamente agli imprevisti tipici del traffico cittadino, dalla frenata improvvisa dell’auto che precede al cambio di luci del semaforo.
Un'altra osservazione interessante è saltata fuori intervistando direttamente i soggetti: a dispetto dei dati inequivocabili raccolti dai ricercatori, nessuno di loro si è reso conto di aver guidato in modo molto peggiore del solito mentre parlava al telefono.
"In alcuni casi - racconta sconsolatamente Strayer - alcuni hanno addirittura avuto la sensazione di guidare meglio".
Un secondo esperimento condotto dallo stesso gruppo ha anche fornito una spiegazione di questo deciso peggioramento delle prestazioni associato all’uso del telefono: seguendo con uno strumento molto preciso lo sguardo dei soggetti impegnati nel simulatore, i ricercatori hanno scoperto che durante le conversazioni telefoniche si vedono bene gli oggetti su cui si punta lo sguardo, ma non si notano - nè si ricordano - tutte le cose "di contorno": " Si tratta di una variante della cosiddetta cecità da disattenzione" spiega Strayer.
Alla guida di un veicolo, questa transitoria compromissione della visione periferica - che non si verifica ascoltando musica o audio-libri o parlando con gli altri passeggeri nell’auto - può avere ovvviamente effetti nefasti, perché impedisce di notare cartelli, pedoni e semafori.
Reuters, Journal of Experimental Psychology Applied
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