Milano: Una ordinanza ’’contingibile e urgente’’ firmata dal Sindaco Letizia Moratti ha vietato ai cittadini il prelievo e l’uso delle acque del fiume Lambro, dopo il versamento di petroli che ha provocato l’emergenza ambientale. Il provvedimento vieta a tutta la popolazione di Milano ’’l’utilizzo per qualsiasi impiego delle acque del fiume Lambro e di eventuali derivazioni in rogge locali’’.
Per ragioni igienico sanitarie il Sindaco ha contestualmente interdetto ogni forma di pesca e di utilizzo del pescato ad uso alimentare. Comune di Milano parte lesa, nella vicenda dello sversamento di gasolio nel Lambro. In caso di procedimento contro gli autori dello scempio ambientale, palazzo Marino si costituirà parte civile. Come ha spiegato il Sindaco e come confermano i funzionari comunali, l’amministrazione non ha alcuna competenza di intervento sul fronte dei controlli e delle bonifiche, che
spettano a Regione e Provincia, e in caso di procedimento si costituirà parte civile con la richiesta di danni. L’ordinanza, che sarà pubblicata e affissa in tutta la città, vieta l’uso dell’acqua del fiume per qualsiasi impiego, a partire dall’irrigazione, anche quella di tutte le rogge locali. Il Comune, informa l’assessore all’Ambiente, Paolo Massari, predisporrà anche dei punti di raccolta della fauna morta, invitando la popolazione ad affidare lo smaltimento delle carcasse alle ditte specializzate.“Assicuriamo i cittadini - precisa inoltre Massari - che non c’è nessun problema per l’acqua dell’acquedotto: è costantemente controllata e non c’è nessun rischio“.
L’Assessore Massari: “Acquedotto sotto controllo ma gravissimo l’impatto sull’ecosistema“.
"è una tragedia“. Questo il commento dellassessore allAmbiente Paolo Massari che ha effettuato un sopralluogo al Parco Lambro per verificare lo stato del fiume dopo il versamento di gasolio che ha provocato una vera e propria emergenza ambientale.
"è una situazione gravissima – ha dichiarato Massari – che vede il Comune di Milano nella posizione della parte lesa e che richiederà grandissimi sforzi per riportare il fiume alla situazione preesistente. Gli idrocarburi finiti nel fiume (si tratta, infatti, di gasolio misto ad olio combustibile) hanno inquinato non soltanto lacqua, ma anche il greto e le sponde. Lacqua non potrà essere utilizzata in alcun modo – ha precisato lassessore –. Non sarà possibile pescare né, tantomeno, utilizzare il pescato per uso alimentare“.
"Cinquecento cartelli con i comportamenti da adottare sono già pronti per essere affissi nella zona del Parco e lungo il corso del fiume Lambro dagli uomini della Protezione Civile comunale – ha proseguito Massari –. Tutti i cittadini dovranno attenersi a queste disposizioni fino a quando il Comune non comunicherà ufficialmente la possibilità di utilizzare nuovamente lacqua“.
"Rassicuriamo i cittadini che levento non ha avuto alcuna ripercussione sulla qualità dell’acqua dell’acquedotto, che viene tenuta costantemente sotto controllo – ha aggiunto –. Il Comune predisporrà inoltre dei punti di raccolta della fauna morta, invitando la popolazione ad affidare lo smaltimento delle carcasse alle ditte specializzate“.
L’Amministrazione comunale non ha competenza sul fronte dei controlli e delle bonifiche, che spettano a Regione e Provincia, ma, in caso di procedimento contro gli autori dello scempio ambientale, si costituirà parte civile per ottenere un risarcimento degli ingentissimi danni subiti.
"Il risanamento del fiume Lambro, già considerato obiettivo prioritario da questa Amministrazione prima di questo sciagurato evento, lo sarà ancora di più da oggi – ha concluso Massari –. Ci impegniamo sin dora, insieme agli altri Enti interessati, a far rinascere il Lambro a nuova vita, per poter consegnare a Milano un nuovo monumento: il suo fiume finalmente pulito“.
Garante Animali: un team per curare e salvare esemplari in pericolo
Lo sversamento di 600 mila litri di idrocarburi nel fiume Lambro sta creando una vera emergenza per la fauna acquatica. Molte le specie a rischio, tra cui aironi, gabbiani, folaghe, germani e gallinelle dacqua.
"Abbiamo effettuato un lavoro immediato di coordinamento insieme ad alcune associazioni animaliste per recuperare la fauna in pericolo. Volontari della Lipu e le guardie ecozoofile dellOipa sono sul campo per salvare gli animali che verranno poi ospitati e curati nel centro recupero La Fagiana della Lipu a Ponte Vecchio di Magenta”, afferma il Garante per la Tutela degli Animali, Gianluca Comazzi.
Inoltre per gli animali che non sono riusciti a sopravvivere, il Comune di Milano effettuerà il recupero delle carcasse attraverso il supporto dellAsl veterinaria di Milano. "Mi auguro – conclude Comazzi - che vengano al più presto accertate le gravissime responsabilità di chi ha causato questo disastro ambientale che ha sconvolto lequilibrio dellecosistema fluviale”.
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