Milano: “Con il suo stile originale e la sua professionalità, Anna Piaggi è stata una presenza fondamentale per il mondo della moda milanese, che ha aiutato a crescere anche come sistema di impresa. La sua figura femminile ha contribuito a consolidare per Milano l’immagine di una città attrattiva e all’avanguardia a livello internazionale. A nome dell’Amministrazione comunale e di tutti i milanesi, voglio esprimere ai suoi cari un autentico cordoglio“. Così la vicesindaco Maria Grazia Guida ha voluto commemorare la giornalista e scrittrice Anna Piaggi, scomparsa a 81 anni.
“Lascia un grande vuoto la scomparsa di Anna Piaggi, icona milanese di uno stile senza tempo, frutto della sua passione profonda per l’arte e il bello. Uno stile declinato ogni giorno con l’ironia e il gusto di una donna coraggiosa e unica“. è il ricordo dellassessore alla Cultura, Moda, Design, Stefano Boeri.
Maria Grazia Guida Vice sindaco Educazione e Istruzione Rapporti con il Consiglio comunale Attuazione del programma Stefano Boeri Cultura Moda Design
wikipedia/ Anna Piaggi (Milano, 1931 – 7 agosto 2012) è stata una giornalista e scrittrice italiana. Famosa per i suoi articoli apparsi sulla rivista di moda Vogue, nella rubrica da lei curata “D.P. Doppie Pagine di Anna Piaggi“ lei utilizzò il vintage prima che venisse coniato il termine./wikipedia
Ultimi Articoli
Ztl Isola, dal 7 settembre partono le telecamere: come accedere e chi è esente
Borse di studio universitarie, Regione Lombardia stanzia oltre 114 milioni per il 2026/2027
Maltempo in Lombardia, formalizzata la richiesta di stato di emergenza nazionale
Tumore raro, intervento robotico al San Gerardo di Monza salva l'organo a una giovane madre
Due rimpatri sanitari: Regione Lombardia riporta a casa due cittadine da Albania e Grecia
MOBIDAYS, Milano dedica una settimana alla mobilità per tutti e tutte
Bagni sicuri in lago e fiume: i consigli di Carlo Gionne dopo i recenti annegamenti
Chiamate di telemarketing: come ho smesso di riceverne 40 al giorno
Meta sotto processo negli USA: l’accusa è che alcune funzioni dei social creino dipendenza