MAURITANIA, Dalla prossima settimana il week-end festivo in Mauritania, Paese a forte prevalenza musulmana (oltre il 90%), non sarà più venerdì e sabato, ma sabato e domenica, come nei moderni Stati occidentali. La decisione, presa nei giorni scorsi dal governo di Nouakchott, ha però suscitato le critiche dell’opposizione e dei capi religiosi islamici del Paese che hanno condannato soprattutto il fatto che il venerdì, tradizionale giorno di preghiera per i musulmani, non sia più considerato un giorno festivo.
Il principale esponente dell’opposizione, Mohamed Ghoulam Ould Haj Seikh, invece, ha sostenuto che si tratta di "una decisione politica presa per migliorare l’immagine del regime nei confronti dell’occidente". Il governo ha risposto che il venerdì festivo (l’orario lavorativo era finora limitato alle 12:00 del mattino per consentire ai fedeli di recarsi in Moschea) causa ogni anno la perdita di milioni di dollari, 70 per la precisione.
Il presidente Maawiya Ould Sid Ahmed Taya - ininterrottamente al potere dal dicembre 1984, quando prese la guida del Paese con un colpo di Stato - è stato riconfermato nelle presidenziali del novembre 2003 con quasi il 67 per cento dei voti.
Indipendente dalla Francia dal 1960, la Mauritania, che conta poco meno di 3 milioni di abitanti, è un Paese totalmente islamico, con un sistema legislativo misto basato sulla sharìa (la legge coranica) e sul diritto civile francese. Recentemente, e in particolare dopo la guerra in Iraq, il presidente mauritano ha intensificato i rapporti con l’Occidente e ha sottoposto a una dura repressione i gruppi nazionali sospettati di essere vicini all’integralismo islamico. [MZ]
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